Qualcuno si è voluto accertare delle condizioni fisiche in carcere degli stupratori di Guidonia. Ecco, io non ce la farei mai. Non so se sia giusto o no, ma proprio non ce la faccio a vedere degli esseri umani in loro. E non me ne frega niente della loro provenienza, religione o storia personale; per me devono marcire in carcere e per quanto mi riguarda possono prenderli a manganellate fino a notte fonda. Non è bello da dire, di certo non sono cose che andrebbero pensate, ma così è.
Si parla di giustizia, ma per quante botte possano dare a quei 4 mentecatti non sarà mai fatta giustizia. Qualcuno direbbe che questo avviene perchè non è l'uomo a doverla fare, eppure bisogna ammettere che gonfiare di pugni la faccia ad uno stupratore ci farebbe stare tutti meglio. Forse non tutti, ma a me farebbe stare assai meglio. Mi ha colpito molto che sia stata una donna a compiere il "sopralluogo". Sulle prime mi ha schifata e scandalizzata. Tutt'ora non me ne faccio una ragione. Io, che mi reputo sempre così cattolica, non riesco a perdonare il mio prossimo. Anzi, peggio: io vorrei massacrare di botte il mio prossimo che ha osato violare una donna. Mi chiedo quanto della mia esperienza personale influisca su questo mio odio così profondo. Io non credo che influisca molto. Credo proprio che li odierei sempre e comunque, anche se avessi avuto l'adolescenza più agiata dell'universo. Forse, come qualche mio personaggio, sono troppo propensa alla vendetta, quella vendetta cruda, che poi ti lascia ancora più misera di prima. Mi è già capitato, infatti, di odiare qualcuno per anni e poi ritrovarmi a provare una pietà profonda per la sua condizione. Ma evidentemente io non imparo abbastanza dal mio passato, e persevero nel mio odio incondizionato verso coloro che se la prendono coi più deboli. Per loro nessun perdono.